” Italo Calvino. Lo scoiattolo della penna” di Giorgio Biferali. La nuova frontiera junior
22nd Sep

2017

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” Italo Calvino. Lo scoiattolo della penna” di Giorgio Biferali. La nuova frontiera junior

Il Calvino “rampante”

Italo Calvino è stato un intellettuale che con vivace attenzione ha saputo raccontare il suo tempo. La sua vicenda biografica si è intrecciata, senza soluzione di continuità, alla sua opera. Così come la dimensione di scrittore risulta inscindibile da quella di lettore. Non a caso, quando progettava un’opera, il punto di partenza era sempre uno: scrivere il libro che gli sarebbe piaciuto leggere.

Calvino è stato un intellettuale vivace, “rampante”, che ha ricercato con “leggerezza pensosa” la chiave di lettura del suo tempo. Tempo che mutava rapidamente. Tempo di Seconda Guerra Mondiale, di Resistenza, di boom economico. Tempo che ha trovato una fedele eco nelle sue opere, mai uguali nei contenuti e nella forma.

Questa vivacità, questo pensiero agile, veloce, sono ben rappresentati dall’immagine dello scoiattolo, pensata per lui dall’amico Cesare Pavese e ripresa da Giorgio Biferali nel testo “Lo scoiattolo della penna” (ed. La Nuova Frontiera junior, 2017).

Biferali ci racconta di un uomo che, con estrema vivacità intellettuale, ricercava la giusta distanza dalle cose, la capacità di essere presenti ma al contempo distaccati, per “saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio” (“Le città invisibili”, 1972). Calvino come Cosimo, il protagonista de “Il barone rampante”, e come uno scoiattolo viveva “a mezz’aria”, imparando “a non abitare in nessun luogo per poter credere di abitare dappertutto” (p. 56). È stato un apolide per vocazione che ha abitato il mondo e lo ha raccontato con leggerezza, rapidità di pensiero, capacità di adattamento, esattezza e immaginazione, senza mai perderne di vista l’immensità.

Biferali, in poche pagine, tratteggia il profilo di un uomo e di un intellettuale che non è possibile non sentire vicino e somigliante, verso il quale non si può che provare “simpatia” e “appartenenza”. Un riferimento dunque non solo letterario, ma anche umano. Un riferimento che bisognerebbe offrire sempre ai giovani, per la sua valenza educativa e sentimentale. Purtroppo, invece, Calvino è un autore troppo spesso “sacrificato”: troppo vicino a noi – secondo alcuni – per rientrare tra i classici scolastici. Troppo “filosofico” – secondo altri – per consegnarlo a un giovane lettore inesperto senza guida.

La collana “Scrittori del ‘900” della casa editrice “La Nuova Frontiera junior” ha dunque un merito innegabile: quello di voler offrire, anche e soprattutto ai più giovani, letture e autori spesso considerati “fuori portata”. E con questo volumetto si arricchisce di un contributo importante, esplicitamente rivolto ai giovani.

A questi infatti Biferali, giovane scrittore, dà una dritta ben precisa: ragazzi, leggete il sempiterno giovane Calvino, il cui elisir di eterna giovinezza sta nel suo continuo ricercare una dimensione, una giusta distanza dalle cose e dal mondo.

Caterina Brusca – Leggimi Forte

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