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	<title>Leggimi Forte &#187; Bambini</title>
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		<title>PREMIO LEGGIMI FORTE IX EDIZIONE</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Nov 2022 19:53:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>LeggimiForteStaff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ecco i libri della prossima edizione del Premio Leggimi Forte.]]></description>
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		<title>PREMIO LEGGIMI FORTE</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Nov 2022 16:52:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>LeggimiForteStaff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Martedì 15 novembre alle ore 9.30 Aula Consiliare di Pomigliano D&#8217;Arco premiazione degli autori dei libri vincitori dell&#8217;VIII Edizione del Premio Leggimi Forte che si tiene in collaborazione della Rivista Andersen di Genova. Interverranno: Walter Fochesato della Rivista Andersen, Cristina Bellemo autrice di &#8220;Il soldatino&#8221; illistratrice Veronica Ruffato &#8211; Zoolobri &#8211; Benedetta Bonfiglioli autrice di...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3 dir="auto"><strong>Martedì 15 novembre alle ore 9.30 Aula Consiliare di Pomigliano D&#8217;Arco premiazione degli autori dei libri vincitori dell&#8217;VIII Edizione del Premio Leggimi Forte che si tiene in collaborazione della Rivista Andersen di Genova.</strong></h3>
<h3 dir="auto"><strong>Interverranno: <a tabindex="0" role="link" href="https://www.facebook.com/walterliliana?__cft__[0]=AZWFWgzJE29baeJkKIx65g6BBLQqNgR-fM3PGMetmHIU1DeXgb8s2fl24Oma_R1gntZ2AC4qNDL9i1ImGylK7MffiOmlsd7u10Aue85-ip-eSA5A3nROsZntc0xzQBxoFCSFRk6vdo6ZESiWjbmTkb0VmkwzB8Wf91JmN9me4knWhg&amp;__tn__=-]K-R">Walter Fochesato</a> della Rivista Andersen, <a tabindex="0" role="link" href="https://www.facebook.com/cristina.bellemo.3?__cft__[0]=AZWFWgzJE29baeJkKIx65g6BBLQqNgR-fM3PGMetmHIU1DeXgb8s2fl24Oma_R1gntZ2AC4qNDL9i1ImGylK7MffiOmlsd7u10Aue85-ip-eSA5A3nROsZntc0xzQBxoFCSFRk6vdo6ZESiWjbmTkb0VmkwzB8Wf91JmN9me4knWhg&amp;__tn__=-]K-R">Cristina Bellemo</a> autrice di &#8220;Il soldatino&#8221; illistratrice <a tabindex="0" role="link" href="https://www.facebook.com/veronica.ruffato.7?__cft__[0]=AZWFWgzJE29baeJkKIx65g6BBLQqNgR-fM3PGMetmHIU1DeXgb8s2fl24Oma_R1gntZ2AC4qNDL9i1ImGylK7MffiOmlsd7u10Aue85-ip-eSA5A3nROsZntc0xzQBxoFCSFRk6vdo6ZESiWjbmTkb0VmkwzB8Wf91JmN9me4knWhg&amp;__tn__=-]K-R">Veronica Ruffato</a> &#8211; Zoolobri &#8211; <a tabindex="0" role="link" href="https://www.facebook.com/benedetta.bonfiglioli?__cft__[0]=AZWFWgzJE29baeJkKIx65g6BBLQqNgR-fM3PGMetmHIU1DeXgb8s2fl24Oma_R1gntZ2AC4qNDL9i1ImGylK7MffiOmlsd7u10Aue85-ip-eSA5A3nROsZntc0xzQBxoFCSFRk6vdo6ZESiWjbmTkb0VmkwzB8Wf91JmN9me4knWhg&amp;__tn__=-]K-R">Benedetta Bonfiglioli</a> autrice di &#8220;Senza una buona ragione&#8221; &#8211; Pelledoca, <a tabindex="0" role="link" href="https://www.facebook.com/anna.fiore.967?__cft__[0]=AZWFWgzJE29baeJkKIx65g6BBLQqNgR-fM3PGMetmHIU1DeXgb8s2fl24Oma_R1gntZ2AC4qNDL9i1ImGylK7MffiOmlsd7u10Aue85-ip-eSA5A3nROsZntc0xzQBxoFCSFRk6vdo6ZESiWjbmTkb0VmkwzB8Wf91JmN9me4knWhg&amp;__tn__=-]K-R">Anna Fiore</a> Assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Pomigliano D&#8217;Arco.</strong></h3>
<h3 dir="auto"><strong>Saranno presenti gli alunni degli istituti che hanno partecipato al premio.</strong></h3>
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		<title>Intervista a Christophe Léon</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Jul 2017 09:27:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>LeggimiForteStaff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Christophe Léon è nato ad Algeri (Algeria) nel 1959. In Francia ha pubblicato più di 40 romanzi per bambini e ragazzi e ha ricevuto molti premi. Due suoi libri sono stati tradotti e pubblicati dalla Casa Editrice Sinnos di Roma, nel 2015 Reato di fuga e quest’anno Spazio aperto. Reato di fuga è stato premiato con l’Andersen...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Christophe Léon</strong> è nato ad Algeri (Algeria) nel 1959. In Francia ha pubblicato più di 40 romanzi per bambini e ragazzi e ha ricevuto molti premi. Due suoi libri sono stati tradotti e pubblicati dalla Casa Editrice Sinnos di Roma, nel 2015 <i>Reato di fuga</i> e quest’anno <i>Spazio aperto</i>. <i>Reato di fuga</i> è stato premiato con l’Andersen lo scordo anno.</p>
<p>Quando cominci a leggere un libro di Léon ti aspetti sempre un colpo di scena.</p>
<h6>1)   &#8220;<i>Reato di fuga&#8221;</i> e &#8220;<i>Spazio aperto&#8221;</i> sono due romanzi con dinamiche familiari particolari, in entrambi i protagonisti sono ragazzi le cui famiglie hanno rapporti complicati. E’ una scelta voluta?</h6>
<p>In effetti, si tratta di una scelta vera e propria. In entrambi i romanzi le relazioni familiari nascono da situazioni conflittuali. In <i>Reato di fuga</i>, il figlio è confrontato con il diniego del proprio padre e deve imparare a conviverci, e ciò lo spinge a voler incontrare il figlio della vittima. In <i>Spazio Aperto</i>, la  situazione è ancora peggiore poiché il padre muore in condizioni particolari per delle ragioni che andranno a “interpellare” il figlio, da cui il suo desiderio di vendetta. André Gide, celebre scrittore francese del XX secolo, emise l’ipotesi, secondo me giusta, che non si scrivono buoni romanzi partendo da buone intenzioni. Penso che sia necessario, affinché la storia abbia un interesse, che i rapporti e le relazioni tra i  personaggi siano tesi dai fili di forze contrarie, che si oppongono e, perché no, si incontrano talvolta, come avviene per l’amicizia nascente tra i due ragazzi in <i>Reato di fuga</i>.</p>
<h6>2)    Le storie che hai raccontato in questi romanzi hanno una parte di verità o sono totalmente inventate?</h6>
<p>Per quanto riguarda <i>Spazio aperto</i>, la storia è palesemente inventata, ma partendo da un fatto reale che è il suicidio in azienda. In Francia, per diverse ragioni, la gente si uccide sul luogo di lavoro, soprattutto perché le pressioni subite sono divenute intollerabili. Il mio ruolo è stato quello di immaginare ciò che accade nella testa di un adolescente che apprende la morte di un genitore sul proprio luogo di lavoro. Si è trattato cioè di mescolare insieme una storia e un dato di realtà per pervenire a un racconto coerente.</p>
<p>Per <i>Reato di fuga</i>, è più o meno la stessa cosa, poiché i delitti stradali (con omissione di soccorso) sono frequenti. Partendo da fatti reali, volevo mettere in situazione un padre e un figlio, ma anche due adolescenti che vivono, ciascuno a loro modo, un dramma personale.</p>
<p>Credo che uno scrittore sia qualcuno che inventa delle storie vere e/o traduce delle realtà in finzione. Spesso, queste ultime si rivelano più vere della realtà stessa&#8230;</p>
<h6>3)   Riesci bene a metterti nei panni degli adolescenti. Julia e Lewis sono molto diversi tra loro, a quale dei due ti senti più vicino?</h6>
<p>Sono rimasto un grande adolescente&#8230; In effetti, penso che un adulto che non abbia conservato questa parte di adolescenza in lui non possa realizzarsi pienamente. È chiaramente più semplice per gli uomini, che rimangono per tutta la vita dei bambini cresciuti&#8230; o meglio per una buona parte degli uomini (gli altri fanno politica).</p>
<p>Non è difficile mettersi nei panni degli adolescenti, così come in quelli di un assassino o ancora di un animale, di un albero, di una donna, di un uomo, di un Marziano&#8230; Vi si entra abbastanza agevolmente dal momento che la storia raccontata diventa un po’ la nostra storia. L’autore ha tante vite quante quelle dei suoi personaggi. È volta per volta ciascuno di essi e lo è credendoci, altrimenti come potrebbe scrivere, vivere con loro, sentire ciò che loro sentono ?</p>
<p>Lo scrittore, credo, è un trasformista che cambia abito così come il serpente muta e cambia pelle.</p>
<p>In tale ottica, mi sento vicino sia a Lewis che a Julia, senza avere una preferenza per l’uno o per l’altra.</p>
<h6>4)   La scelta di far innamorare la mamma di Lewis di una persona sia culturalmente che socialmente molto diversa ha una ragione?</h6>
<p>Ancora una volta, le differenze di sesso, di età, di estrazione sociale, etc., rappresentano delle ottime incubatrici per un romanziere. Tali differenze producono delle tensioni, degli amori, delle relazioni di diverso tipo che permettono di tessere il filo della storia. Il mio unico lavoro consiste nell’effettuare delle scelte, incorporarle e legare insieme tutti gli elementi affinché la storia funzioni insomma far « <b>monter la sauce</b> », un pò come farebbe un cuoco. La scrittura può del resto essere paragonata alla cucina, occorre avere innanzitutto dei buoni ingredienti, anche se ciò non sempre basta per fare un buon « dolce »&#8230;</p>
<h6>5)    Hai una famiglia numerosa, che rapporto hai con i tuoi figli?</h6>
<p>Ho una famiglia, dei figli e delle figlie. Non sono certo che ciò “serva” al mio lavoro di scrittore. Con loro, sono un padre, e in quanto tale sprovvisto come tutti gli altri genitori dinanzi alla loro progenie. Mi piacerebbe che le relazioni con i miei figli fossero altrettanto facili da gestire che la scrittura dei miei romanzi. In realtà, penso di comprendere meglio gli adolescent dei miei libri che quelli che vivono ancora nella mia casa. Forse perché riesco a conservare nei romanzi una certa distanza con i miei personaggi, impossibile, invece, con i miei figli.</p>
<h6>6)   A quando il prossimo romanzo tradotto in italiano? Ormai ci stai abituando bene.</h6>
<p>Sì, amo molto l’Italia, e essere tradotto qui da case editrici tanto serie quanto cordiali come Sinnos e CameloZampa è una gran fortuna. È importante avere dei  buoni traduttori, e sia Federico Appel (Sinnos) che Sara Saorin (CameloZampa) sono non soltanto dei traduttori eccellenti ma anche delle persone adorabili che apprezzo molto.</p>
<p>Sono venuto diverse volte in Italia sia per incontrare giovani che per i vari festival. Sono sempre stato felice di parteciparvi e di interagire con i miei lettori. Oltretutto, così facendo, miglioro l’italiano che ho studiato a scuola e che è ancora piuttosto lacunoso..</p>
<p>Ci sarà un altro romanzo in effetti nel 2018, ma non dico di più, vedremo poi&#8230;</p>
<p><strong style="color: #ff0000;">Per la traduzione delle risposte di Christophe Léon si ringrazia la Prof.ssa Domenica De Falco del Centro Leggimi Forte</strong></p>
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		<title>Christophe Léon  &#8211;  SPAZIO APERTO  &#8211; Sinnos Edizione</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Jul 2017 09:20:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>LeggimiForteStaff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Due temi importanti affrontati da Christophe Léon  nel libro &#8220;Spazio Aperto&#8221; con una narrazione forte e suggestiva: il rapporto genitori-figli adolescenti e l’azione vessatoria che può perpetrarsi nei confronti di un lavoratore portandolo a stravolgere i rapporti familiari e indurlo a gesti estremi. Gli adolescenti si sentono per molti aspetti pronti ad affrontare in modo...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Due temi importanti affrontati da Christophe Léon  nel libro &#8220;Spazio Aperto&#8221; con una narrazione forte e suggestiva: il rapporto genitori-figli adolescenti e l’azione vessatoria che può perpetrarsi nei confronti di un lavoratore portandolo a stravolgere i rapporti familiari e indurlo a gesti estremi.</p>
<p>Gli adolescenti si sentono per molti aspetti pronti ad affrontare in modo più autonomo il mondo esterno: chiedono sempre più spazi per le proprie decisioni e, conseguentemente, un minore controllo. Questo non significa per l’adolescente né rompere il legame con i genitori nè voler lasciare la casa (come farà anche Lewis restando una sola notte fuori casa): significa poter avere più libertà nelle proprie azioni e relazioni.</p>
<p>Il romanzo si apre con un prologo in cui sono descritte persone intente nelle loro normali attività giornaliere, il droghiere che sistema gli scaffali, il portiere del palazzo che entra i bidoni della spazzatura, il semaforo che dal verde passa al giallo, una donna col passeggino, qualcuno intento a lavorare al computer, che saranno testimoni dell’avvenimento principale del racconto.</p>
<p>La storia continua, a capitoli alternati, su e in tempi diversi: in prima persona ed al presente quando la storia segue Lewis, in terza persona ed al passato quando la storia torna indietro e la figura principale diventa Pierre, il padre.</p>
<p>Léon è molto bravo a raccontare la storia dalla prospettiva di un adolescente.</p>
<p>Lewis è un ragazzo di 16 anni che ha un rapporto alquanto conflittuale con i suoi genitori. Al susseguirsi della storia Lèon traccia sia un quadro di un Lewis quotidiano che del suo rapporto con il padre<span style="color: #000000;"> “[…] quante volte aveva sentito discorsi come quello. <i>Troppo piccolo</i> per capire. <i>Troppo piccolo</i> per decidere. <i>Troppo piccolo</i> per avere un opinione. Basta! […]Mi hai rotto le palle con questo <i>troppo piccolo</i>[…]In quel momento decise che non era più <i>troppo piccolo</i>. O almeno che era sufficientemente grande per avere diritto a una spiegazione tra uomini.”</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Ma sa anche cambiare atteggiamento quando entra in gioco una difficoltà lavorativa e Pierre va in depressione “Una mattina Lewis notò, sul tavolo dove facevano colazione, una scatola. […] Lewis lesse sul retro della scatola <i>antidepressivo.</i> […] (parla la mamma) Sai, capita che ogni tanto abbiamo momenti di debolezza o di dubbio. E capita anche che si abbia bisogno di un auto esterno. E’ solamente per qualche giorno, o settimana al massimo. […] Quando sentì la porta di ingresso che si apriva, si precipitò ad abbracciarlo e baciarlo sulle due guance.”</span></p>
<p>La madre dopo meno di un anno dalla morte del padre inizia una nuova vita con Eric, un uomo non solo meno colto di lei ma anche molto più giovane. Lewis non accetterà mai questa unione vedendola come un tradimento della madre verso il padre “….Questa settimana ho dormito solo una manciata di ore, aspettando ogni sera che mia madre rientrasse [….] Sapere mia madre tra le braccia di un altro uomo mi ha completamente devastato”.</p>
<p>Intanto su un altro piano entra nella storia Julia Muller, una ragazza che frequenta il suo stesso corso di yoga. Julia sarà il grimaldello che Lewis userà  per mettere in atto il piano che ha in mente (che non sveliamo per non togliervi la sorpresa del finale), insomma un thriller che ti spinge a leggere il libro tutto d’un fiato. <i>“</i>Il mio progetto è molto semplice: attraverso la ragazza mi intrufolo nella famiglia, la qual cosa mi dà occasione di stare fianco a fianco con il padre.”</p>
<p>Su questo versante della storia c’è tutta la descrizione di come Lewis riuscirà a farsi accettare a casa dei Muller e la sua scioltezza nel muoversi in un ambiente per lui totalmente nuovo. Eric e la mamma, ignari del piano del figlio, lo aiuteranno ad essere all’altezza dell’incontro anche dal punto di vista della presenza. Nel finale sono tutti lì nel giardino di casa Muller, Lewis, Julia, il sig. Muller e Oscar (fratello di Julia) mentre il Sig. Muller mostra tutto compiaciuto a Lewis la sua Jaguar color rosso cremisi: il finale a sorpresa è tutto da leggere.</p>
<p>“E io? Cosa sono io?” si chiede Lewis alla fine del racconto.</p>
<p>L’epilogo, oltre che a sorpresa, è anche aperto e sarebbe interessante proporre ad alunni che leggeranno il libro di provare ad immaginare il loro finale della storia.</p>
<p><b> </b></p>
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		<title>PRESTAMI LE ALI di Igiaba Scego &#8211; Rrose Selavy Editore</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jun 2017 10:12:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>LeggimiForteStaff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Igiaba Scego, scrittrice e giornalista nata nel 1974 a Roma da una famiglia di origini somale è l’autrice di PRESTAMI LE ALI (Rrose Selavy EdItore). Una storia di libertà e di condivisione tratta da un fatto vero che l’autrice ha appreso soffermandosi su un quadro di un autore veneziano del ‘700, Pietro Longhi, che raffigurava...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><b>Igiaba Scego, </b>scrittrice e giornalista nata nel 1974 a Roma da una famiglia di origini somale è l’autrice di <b>PRESTAMI LE ALI</b> (Rrose Selavy EdItore).</p>
<p>Una storia di libertà e di condivisione tratta da un fatto vero che l’autrice ha appreso soffermandosi su un quadro di un autore veneziano del ‘700, Pietro Longhi, che raffigurava un rinoceronte al centro di una piazza come un fenomeno da baraccone.</p>
<p>Anche il luogo dove avvengono gli avvenimenti è reale “Il ghetto di Venezia” creato nel 1516 e aperto nel 1797 quando Napoleone la conquistò.</p>
<p>Gli animali ci introducono e ci conducono nella storia con tutti i loro vizi e le loro virtù che sono proprie anche degli uomini: il curioso gabbiano, l’amico fidato come il gatto pittore, il forte come il leone, il saggio gufo, l’ambiziosa rondinella che è padrona di tutte le lingue del mondo avendo viaggiato tanto: e tutti sono curiosi di vedere Clara il rinoceronte, la buffa creatura arrivata a Venezia dall’India in un carro suscitando l’interesse di tutti in primis del leone.</p>
<p>Clara viene da un paese lontano che nessuno conosce e, schiava del suo padrone, è costretta ad esibirsi di fronte alle personalità più importanti della Terra: ecco l’ingiustizia, la prepotenza e la sottomissione.</p>
<p>Con un linguaggio asciutto ed efficace Igiaba ci fa accompagnare in questo viaggio da due bambini, Suleiman, schiavo anche lui, rapito quando era in Somalia e portato ad “una padrona bionda” ed Ester, una bambina ebrea costretta a vivere nel ghetto senza potersi mai allontanare. Anche loro, come Clara, sono delle piccole vittime di una vita che non è quella che desideravano: a Suleiman piacerebbe ritornare da sua madre mentre Ester vorrebbe poter uscire dal ghetto e vedere Venezia con i suoi ponti e le sue stradine.</p>
<p>Alla fine Suleiman, Ester, il gatto pittore e la rondinella troveranno Clara la quale viene portata al cospetto di tutti gli altri animali, soprattutto del Leone alato di S. Marco simbolo della potenza veneziana. Agli animali viene raccontata la sua storia che è schiava di un padrone di cui vorrebbe liberarsi, ma c’è un solo  modo per farle realizzare il suo sogno: che il Leone le dia le sue grandi ali. Il Leone, forte e potente, si dimostra magnanimo ed acconsente: le ali simbolo di libertà e di inizio di una nuova vita, servono sia a Clara per tornare in India ma anche ad Ester e Suleiman a cui viene concessa la possibilità di salire in groppa al rinoceronte: Ester vola sopra Venezia e riesce così a vedere oltre il ghetto mentre Suleiman avrà “un passaggio” da Clara che lo accompagnerà in Africa dalla sua mamma.</p>
<p>L’epilogo del racconto fa sì che la storia si ammanti di magia: tutti i luoghi vengono raccontati dai vari personaggi che ti accompagnano quasi per mano nella loro visita.</p>
<p>La illustrazioni di Fabio Visentini tutte colorate rendono il racconto piacevole anche nei momenti più tristi. La tavole ci guidano durante la storia: si va dai personaggi del corteo dell’arrivo di Clara a Venezia a quando Ester, Suleiman, il gatto e la rondinella trovano il rinoceronte con Ester camuffata con un cappello e la si riconosce per la chioma bionda che ne fuoriesce, dalle facce buffe delle maschere del carnevale veneziano a quella della “schiava Clara” al cospetto dei re chiusa in una gabbia, per terminare con il volo dei bambini sopra Venezia. Suggestiva la tavola che raffigura gli animali intorno a Clara una volta ritrovata: ognuno di loro ha un’espressione che esce fuori dal libro.</p>
<p>Igiaba sembra spingerci a trovare le nostre ali per poter volare alto e raggiungere i nostri sogni.</p>
<p>Un libro ricco di spunti non solo per bambini.</p>
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		<title>IL MAESTRO di Fabrizio Silei</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jun 2017 08:37:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>LeggimiForteStaff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Ci sono maestri che masticano bambini e sputano uomini. Don Milani è uno di questi” una significativa frase del libro IL MAESTRO di Fabrizio Silei e Simone Massi Edizioni Orecchio Acerbo. Il Maestro è Don Lorenzo Milani che, nato da una famiglia borghese prese i voti nel 1947 e fondò una scuola popolare prima a...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>“Ci sono maestri che masticano bambini e sputano uomini. Don Milani è uno di questi”</strong> una significativa frase del libro IL MAESTRO di Fabrizio Silei e Simone Massi Edizioni Orecchio Acerbo.<br />
Il Maestro è Don Lorenzo Milani che, nato da una famiglia borghese prese i voti nel 1947 e fondò una scuola popolare prima a S. di Donato Calenzano e poi a Barbiana dove fu “esiliato” dalla Curia Fiorentina.<br />
Nella scuola fondata da Don Milani si imparava <strong>“a leggere e a scrivere ai figli dei contadini”</strong> con lo scopo di fortificare quei bambini e insegnare loro a pensare per diventare uomini liberi.<br />
<strong>“Ridare la parola agli ultimi perché chi non ha parola non ha dignità e quindi nemmeno la libertà di agire”</strong>.<br />
Quella di Barbiana è una scuola “a colori” ma la storia è tutta con intense immagini in bianco e nero di Simone Massi. Il libro si apre con un papà che ha una vita buia (alzandosi sempre prima dell’alba) e monotona (facendo il solco tutti i giorni avanti e indietro). Le tavole hanno una forza assoluta che ti accompagnano dentro la storia.<br />
Il narratore del libro è un bambino figlio di un contadino che si sente preso in giro dal suo padrone in quanto alla sua richiesta di allacciare la luce gli viene presentato un foglio e detto di avere pazienza ma lui e il figlio non sapendo nè leggere né scrivere possono solo avere il dubbio che quella lettera sia un inganno. La reazione del padre è costruttiva tanto che porterà il figlio dal “prete matto” in montagna.<br />
Il buio così comincia a diradarsi e man mano che la storia va avanti le immagini diventano più definite con il bianco che prende sempre più spazio.<br />
Dove c’è Don Milani i bambini sono sempre insieme formando una piccola comunità come se volessero, stando uniti, allontanare le paure e i dubbi.<br />
Nella parte centrale e finale della storia ci sono i riferimenti alle tappe importati della vita a Barbiana: da “<strong>Lettera ai cappellani militari”</strong> (per questa don Lorenzo fu denunciato e rinviato a giudizio e al processo di primo grado fu assolto mentre fu condannato in secondo grado dopo la morte), a <strong>“Lettere ad una professoressa”</strong>, a quando la scuola era meta di importanti figure sia del mondo culturale che del lavoro, alla morte avvenuta a Firenze ed allo sconforto dei ragazzi. Pochi giorni prima di morire disse <strong>“In questa stanza sta accadendo un miracolo, fra poco un cammello passerà per la cruna di un ago”</strong>.<br />
Il libro si chiude con l’immagine del padre seduto e pensieroso, finalmente con il chiarore della luce elettrica e con la scritta, simbolo di Don Milani, I CARE.<br />
Una storia da leggere: Silei ti prende per mano e ti porta nel mondo di Barbiana facendoti scoprire “una scuola come non c’era mai stata” e da cui traspare sempre il grande entusiasmo dei ragazzi sempre uniti al loro maestro. Il linguaggio è essenziale e diretto reso efficace anche dalla grafica del libro.<br />
I personaggi sono marcati sia con le parole che con le immagini e rendono bene il racconto, si parte con i piccoli fratelli del narratore nel letto quando il padre li va a svegliare, al padre che tira l’aratro, al suo sguardo di rabbia davanti a padrone, a Don Milani con i bambini a cui lui “insegna a pensare” e che fanno quasi da scudo davanti al Carabiniere, insomma un libro dove parole e immagini si fondono in modo essenziale.<br />
In effetti è un albo illustrato che può essere letto anche da tanti giovani che non conoscono la storia di Don Milani.<br />
Il 20 giugno scorso Papa Francesco si è recato a Barbiana sulla tomba di Don Milani: <strong>“….il gesto che ho oggi compiuto vuole essere una risposta a quella richiesta più volte fatta da don Lorenzo al suo Vescovo, e cioè che fosse riconosciuto e compreso nella sua fedeltà al Vangelo e nella rettitudine della sua azione pastorale. In una lettera al Vescovo scrisse: «Se lei non mi onora oggi con un qualsiasi atto solenne, tutto il mio apostolato apparirà come un fatto privato…»….Oggi lo fa il Vescovo di Roma”.</strong></p>
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		<title>VINCITORI III EDIZIONE DEL PREMIO LEGGIMI FORTE</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Mar 2016 15:24:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>LeggimiForteStaff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160;        Si sono tenute sabato scorso 27 febbraio le votazioni della III Edizione del Premio Leggimi Forte organizzato dal Centro Leggimi Forte di Pomigliano d’Arco (NA) in collaborazione con la Rivista Andersen di Genova e l’Associazione For Children di Pomigliano d’Arco.          Il premio si articola in due sezioni: BAMBINI (alunni delle classi 5...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;">       Si sono tenute sabato scorso 27 febbraio le votazioni della </span><b>III Edizione del Premio Leggimi Forte</b><span style="color: #000000;"> organizzato dal Centro Leggimi Forte di Pomigliano d’Arco (NA) in collaborazione con la Rivista Andersen di Genova e l’Associazione For Children di Pomigliano d’Arco. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">         </span><span style="color: #000000;">Il premio si articola in due sezioni: </span><b>BAMBINI</b><span style="color: #000000;"> (alunni delle classi 5 scuola primaria e classi I scuola secondaria di I grado) e </span><b>RAGAZZI</b><span style="color: #000000;"> (alunni delle classi II scuola secondaria di I grado e delle classi II della Scuola Secondaria di II Grado). Oltre 150 alunni per ogni sezione sono stati giurati dl premio che hanno partecipato con il massimo dell&#8217;entusiasmo.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">        Da questa edizione il Premio è diventato un premio Nazionale in quanto hanno aderito, oltre a scuole della Provincia di Napoli (Pomigliano d’Arco, Caivano, Raccarainola, Casalnuovo di Napoli e Napoli) anche una scuola della provincia di Padova (Albignesago) ed una della provincia di Modena (Sassuolo).</span></p>
<p><span style="color: #000000;">         </span><span style="color: #000000;">I vincitori di questa edizione sono stati:</span></p>
<p align="center"><span style="color: #ff0000;"><b>SEZIONE BAMBINI</b></span></p>
<p align="center"><span style="color: #ff0000;"><b>Siate gentili con le mucche di Beatrice Masini – Editoriale Scienza</b></span></p>
<p align="center"><span style="color: #0000ff;"><b>SEZIONE RAGAZZI</b></span></p>
<p align="center"><span style="color: #0000ff;"><b>Sarò io la tua Fortuna di Loredana Frescura e Marco Tomatis – Giunti Editore</b></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Times New Roman;"> </span></p>
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		<title>2016 Novità per Leggimi Forte! Sabato riprende &#8220;Libri a merenda..al British&#8221;.</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jan 2016 17:31:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>LeggimiForteStaff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il periodo natalizio è giunto al termine e ora, si è decisamente più carichi per iniziare questo 2016 all&#8217;insegna della lettura, dei libri e delle nostre fantastiche attività no-stop. Tanto per cominciare, sabato 16 gennaio alle ore 17.30, presso il British Institutes di Pomigliano d&#8217;Arco (sito in viale Alfa), riprenderà il magico laboratorio &#8220;Libri a...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<address>Il periodo natalizio è giunto al termine e ora, si è decisamente più carichi per iniziare questo 2016 all&#8217;insegna della lettura, dei libri e delle nostre fantastiche attività no-stop. Tanto per cominciare, <strong>sabato 16 gennaio alle ore 17.30, presso il British Institutes di Pomigliano d&#8217;Arco (sito in viale Alfa),</strong> riprenderà il magico laboratorio <span style="color: #ff0000;"><strong>&#8220;Libri a Merenda..al British Institutes&#8221;,</strong> </span>un percorso che Leggimi Forte porta avanti ormai con estrema dedizione e innovazione da ben 3 anni.</address>
<address>Questo connubio fra le due realtà culturali ha riscosso un notevole successo già nelle prime settimane di dicembre, quando tutti i piccoli partecipanti si sono cimentati in racconti e storie di tradizioni sul Natale in Italia (in modo particolare in Campania) e nel mondo anglosassone.</address>
<address>Prezioso, infatti è stato il contributo del personale del British che mette a disposizione la location. Divertente e pienamente condivisa anche l&#8217;idea della merenda &#8220;International&#8221;, combinando perfettamente gusto britannico e tradizione partenopea.<strong> Il progetto, che ripartirà nella data sopraindicata, continuerà fino al mese di maggio, ogni sabato stessa ora e stesso luogo.</strong> Previste novità che verranno svelate prossimamente e che porteranno alla realizzazione di una manifestazione finale del laboratorio.</address>
<address> </address>
<address><strong>N.B: Ricordiamo che il logo per l&#8217;immagine è sempre una creazione dell&#8217;amica illustratrice, Febe Sillani</strong></address>
<address> </address>
<address> </address>
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		<title>&#8220;Papà, Mamma e Gender&#8221;. Intervista esclusiva all&#8217;autrice, Michela Marzano.</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2015 20:46:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>LeggimiForteStaff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una giornata molto particolare quella di venerdì 27 novembre. All&#8217;interno della nuova biblioteca comunale del comune di Pomigliano d&#8217;Arco, a partire dalle ore 17.30 , si è svolta la presentazione del libro &#8220;Papà, Mamma e Gender&#8221; , della filosofa e scrittrice che non ha certo bisogno di presentazioni, Michela Marzano (edito Utet). Organizzato dal Centro Leggimi...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Una giornata molto particolare quella di venerdì 27 novembre. All&#8217;interno della nuova biblioteca comunale del comune di Pomigliano d&#8217;Arco, a partire dalle ore 17.30 , si è svolta la presentazione del libro<strong><em> &#8220;Papà, Mamma e Gender&#8221;</em></strong> , della filosofa e scrittrice che non ha certo bisogno di presentazioni, <strong>Michela Marzano</strong> (edito Utet). Organizzato dal <span style="color: #ff0000;"><strong>Centro Leggimi Forte</strong></span>, l&#8217;evento ha visto la partecipazione dell&#8217;autrice, di Milena Tancredi (bibliotecaria di Foggia e membro AIB), Felice Casucci (docente di diritto comparato all&#8217;università del Sannio) e di don Aniello Tortora ( parroco della Chiesa del Rosario). Una sala gremita e interessata al dibattito, che ha preso vita con toni inconsueti e accattivanti. Spunto di riflessione le parole di Michela Marzano. Una riflessione che si appoggiava su diverse tematiche, unite da un&#8217;unica matrice: il rispetto. Per la diversità, per la vita, per l&#8217;educazione da impartire, per l&#8217;amore in ogni sua forma. Vi riportiamo di seguito un&#8217;intervista esclusiva realizzata all&#8217;autrice.</p>
<p><strong>Come nasce l&#8217;idea di dare vita a questo nuovo progetto, inconsueto e particolare?</strong></p>
<p><em>Dunque, nasce prima di tutto per far chiarezza, poichè su queste tematiche legate agli studi di genere in questo periodo c&#8217;è molta confusione. Una confusione generata anche dalla nascita di un movimento anti-gender, per contrastare il progetto di legge sulle unioni civili. Il fatto stesso che si utilizzi un termine inglese è significativo del fatto che si ha interesse a creare confusione e portarla avanti, tanto è vero che si sente dire che questo gender avrebbe come vocazione distruggere ogni tipo di valore e prendersela con la famiglia tradizionale. In realtà gender, e quindi studi di genere è un qualcosa su cui ci si concentra dagli anni 60. Uno studio che si occupa di promuovere l&#8217;uguaglianza, in omosessualità o eterosessualità che sia. Un libro con un semplice messaggio di chiarezza che serve a tranquillizzare tutte quelle mamme e quei papà che si sono sentiti dire che questo gender potesse spingere i loro bambini a dover scebliere il proprio sesso o comunque comportamenti sessuali particolari e strani</em></p>
<p><strong>Se tu fossi una mestra di scuola primaria, come affronteresti questo argomento con i bambini?</strong></p>
<p><em>Io utilizzerei quei tanti libri che ci sono e che raccontano un pezzo di realtà. E lo raccontano attraverso la caratteristica tipica dei libri per bambini, ovvero le fiabe. Alcune molto attente e accurate.D&#8217;altra parte questa tematica è stata sempre presente. Quando io ero piccola c&#8217;era un cartone animato &#8220;Lady Oscar&#8221;, che oggi sarebbe considerato un cartone gender, ma è un qualcosa che non ha mai sconvolto nessuno, anzi. Ci ha permesso di capire l&#8217;esistenza di realtà diverse.</em></p>
<p><strong>A proposito di fiabe, alcune di queste sono state proibite dal Sindaco di Venezia lo scorso giugno. Cosa ne pensi in merito?</strong></p>
<p><em>Ma in verità non sono completamente sicura che queste fiabe vietate siano poi state veramente lette. E&#8217; triste che nel 2015 ci siano delle persone che utilizzino la loro ideologia per, invece di favorire l&#8217;uguaglianza, la tolleranza, creare contrapposizioni e sterili polemiche.</em></p>
<p><strong>Altri progetti in cantiere e che vorresti portare a termine?</strong></p>
<p><em>Per il momento non c&#8217;è nulla in cantiere, però continuerò con quel filo conduttore presente in tutti i miei libri, che è un pezzo della fragilità dell&#8217;essere umano e che ho usato nei racconti per dimostare che la perfezione non esiste. Talvolta questi punti fragili possono diventare anche i nostri punti di forza.</em></p>
<p><strong>La differenza che hai notato nel modo di vivere queste particolari tematiche tra la Francia e l&#8217;Italia?</strong></p>
<p><em>In realtà non esiste un&#8217;enorme differenza. Ciò detto forse ci si ascolta un po&#8217; di più in Francia rispetto all&#8217;Italia , dove qualunque polemica diventa insormontabile. Quello che probabilmente posso dire è che sarebbe bello ricominciare ad ascoltarci e  a dialogare, poichè è giusto avere punti di vista diversi ma è triste nel momento in cui non ci si ascolta più.</em></p>
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		<title>M. Marzano con &#8220;Papà, Mamma e Gender&#8221; in Campania. Ospite di Leggimi Forte a Pomigliano d&#8217;Arco il prossimo 27 Novembre.</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Nov 2015 10:19:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>LeggimiForteStaff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Leggimi Forte si prepara all&#8217;incontro con Michela Marzano, illustre personalità filosofica e poliedrica, e il suo &#8220;Papà, Mamma e Gender&#8221; (edito UTET). Due le date fissate per la Campania; il 26 Novembre dove sarà ospite della Biblioteca Comunale di Avellino e il 27 Novembre dove invece sarà protagonista a Pomigliano d&#8217;Arco con l&#8217;associazione sopraccennata. Un...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Leggimi Forte</strong></span> si prepara all&#8217;incontro con <strong><em>Michela Marzano</em></strong>, illustre personalità filosofica e poliedrica, e il suo <strong><em>&#8220;Papà, Mamma e Gender&#8221; (edito UTET).</em></strong> Due le date fissate per la Campania; il<strong> 26 Novembre</strong> dove sarà ospite della Biblioteca Comunale di Avellino e il <strong>27 Novembre</strong> dove invece sarà protagonista a Pomigliano d&#8217;Arco con l&#8217;associazione sopraccennata. Un testo arrivato di sicuro al momento giusto e che sta conquistando già un enorme bacino di utenza.</p>
<p>Le discriminazioni e la violenza contro le donne, gli omosessuali e le persone transessuali. Michela Marzano come sempre non esita a mettersi in gioco direttamente, raccontando se stessa e identificandosi nell&#8217;esperienza di chi ha vissuto da vittima innocente il dramma dell&#8217;esclusione.</p>
<p>Una frattura profonda divide il Paese quando si discute dei mezzi per combattere questi mali. Al centro del durissimo dibattito c&#8217;è la cosiddetta &#8220;teoria del gender&#8221;. Da un lato, i sostenitori sentono tutta l&#8217;ingiustizia di una società in cui una persona può ancora essere considerata inferiore a causa del proprio diverso orientamento sessuale, del proprio sesso, della propria identità di genere. Dall&#8217;altro, gli oppositori vedono nella teoria una pericolosa deriva morale, il tentativo di scardinare i valori fondamentali del vivere umano. È una questione sulla quale esiste, come diceva il cardinale Martini, un &#8220;conflitto di interpretazioni&#8221; perché ha a che fare con &#8220;le caverne oscure, i labirinti impenetrabili&#8221; che ci sono dentro ognuno di noi. Sulla questione, Michela Marzano fa convergere la luce &#8211; a tratti incandescente &#8211; di tutta la sua passione, sensibilità e intelligenza. Raro esempio di &#8220;filosofa pubblica&#8221;, spiega nitidamente al lettore la genesi e le implicazioni dell&#8217;idea di gender e, senza mai rinnegare le sue radici cattoliche, decostruisce le letture spesso fantasiose che ne danno oggi molte associazioni religiose. Soprattutto, come sanno i suoi lettori, non esita mai a mettersi in gioco.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>FOCUS:</strong></em>  Michela Marzano vive a Parigi dal 1999, dove è arrivata dopo un dottorato di ricerca in Filosofia alla Normale di Pisa con Remo Bodei. A 36 anni ha ottenuto l&#8217;abilitazione come professoressa universitaria, e attualmente è direttrice del Dipartimento di Scienze Sociali (SHS &#8211; Sorbona) e professore ordinario di Filosofia morale presso l&#8217;università Paris Descartes. Fra gli ambiti di ricerca di cui Marzano si occupa o si è occupata, ricordiamo quelli del corpo e del suo statuto etico, l&#8217;etica sessuale e l&#8217;etica della scienza medica, la filosofia morale specialmente in relazione alle sue implicazioni teoriche nelle norme di comportamento. Dirige una collana di saggi filosofici per le Edizioni PUF. Fra le sue pubblicazioni in italiano ricordiamo &#8220;Straniero nel corpo. La passione e gli intrighi della ragione&#8221; (2004), &#8220;Estensione del dominio della manipolazione. Dall&#8217;azienda alla vita privata&#8221; (2009), &#8220;Sii bella e stai zitta. Perché l&#8217;Italia di oggi offende le donne&#8221; (2010), &#8220;La filosofia del corpo&#8221; (2010), &#8220;La fedeltà o il vero amore&#8221; (con M. Albertella, 2011), &#8220;Etica Oggi. Fecondazione eterologa, &#8220;guerra giusta&#8221;, nuova morale sessuale e altre questioni contemporanee&#8221; (2011), &#8220;Volevo essere una farfalla&#8221; (2011), &#8220;Cosa fare delle nostre ferite. La fiducia e l&#8217;accettazione dell&#8217;altro&#8221; (2011), &#8220;Avere fiducia. Perché è necessario credere negli altri&#8221; (trad. di Francesca Mazzurana) (2012), &#8220;L&#8217;amore è tutto: è tutto ciò che so dell&#8217;amore&#8221; (UTET 2013).</p>
<p><strong>Per le info dettagliate e gli aggiornamenti continuare a seguire il portale</strong> <a href="http://www.leggimiforte.it">www.leggimiforte.it</a></p>
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